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Graziano Pellè, storia di un semidio

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Scontro tra uomini e dei, ricerca dell’immortalità, peripezie e viaggi in luoghi remoti e al confine del mondo sono tòpoi della favola mitica, ma anche dell’epica sportiva
di Marcello de Bonis



“Lo sport è nella sua sostanza archeologia dei miti […]. Lo sport è diventato l’ambito di una mitologia profana […]. Il ruolo sociale di base dello sport consiste nel fatto che esso offre all’uomo di oggi una mitica soluzione dello scontro tra vita e morte e che le rappresentazioni sportive sono palcoscenico di una morte rituale e simbolica e dell’eterno ritorno della vita.”
(Ivan Čolović, Campo di calcio, campo di battaglia, 1999).

Come ogni mito che si rispetti, anche il nostro ha una struttura ad anello: parte da Troia e a Troia termina. “Parte” nel vero senso della parola, perché Idomeneo, nipote di Teseo, dopo aver preso parte all’inganno del cavallo, torna in patria, ma trova il trono usurpato e “parte” allora per il Salento. In quella zona che prenderà il nome di Magna Grecia, Idomeneo fonda Lecce. Tre millenni più tardi, in quella terra già semidivina per origine, nasce un altro semidio, anche lui bellissimo come Idomeneo, Graziano Pellè.

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