Europei 2016, Fútbol, Ignorandum, Pagellone

IL WANNABE PAGELLONE vol. III

FBL-EURO-2016-MATCH19-ITA-SWE

«Oggi nessuno vuole copiare nessuno e il cinema italiano che osserviamo, pur vitale, non è originale proprio perché non copia. È un peccato». (Ettore Scola)

In due anni sono cambiate molte cose, ma non le nostre convinzioni: in occasione degli Europei siamo tornati a copiare miseramente ed anche in ritardo idee già avute da altri, con risultati decisamente migliori tra l’altro. Amici e collaboratori di WannaBe Radio e del WannaBe Blog hanno redatto la loro personalissima pagella su alcuni dei protagonisti dell’emozionante vittoria contro la Svezia. Prima o poi le pagelle scompariranno, e converrà farsi trovare dalla parte giusta della storia.
di Redazione


Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci, Andrea Barzagli
di Marcello De Bonis

Nell’Italia pensata da Conte, i tre fanno blocco unico, sono un giocatore solo, uno e trino, come Padre, Figlio e Spirito Santo per intenderci. Ognuno completa l’altro, come nel Tetris: Barzagli è il tetramino blu, a forma di J, elegante e impeccabile; Chiellini è quello arancione, a forma di L, grintoso e ruvido; Bonucci è il pezzo celeste, a forma di I, estroso e sicuro, che si inserisce perfettamente tra gli altri due.

A completare il puzzle, Buffon, il pezzo verde a forma di S, S di supereroe. Con un reparto difensivo del genere, le partite si riesce a vincerle anche quando la miglior difesa non è l’attacco. E di fatti è Chiellini che al 94′ serve Zaza e innesca l’azione che regalerà la vittoria agli azzurri.

Per il resto partita di ordinaria amministrazione per i tre: Barzagli non concede nulla a Ibrahimovic (è proprio vero che con questa difesa non passa neanche Cristo), Chiellini tiene bene Larsson, Ekdal e quel pazzo di Guidetti (rifilandogli una gomitata delle sue al 47′) e Bonucci aiuta i gregari e cerca di replicare l’assist a Giaccherinho nella partita contro il Belgio per due volte, ma con scarsi risultati.

Unico brivido al 94′, quando Granqvist (!) si lascia cadere in area dopo un contatto con Bonnie in una situazione di confusione, ma per Kassai non c’è niente, come poi confermato dalla moviola.
Voto 7,5: bene ma non benissimo.
ESTRO (Bonucci), TATTICA (Barzagli) E PASTORIZIA (Chiellini).

BARZAGLI1 BONUCCI    CHIELLINI1

Antonio Candreva
di Nicola Squicciarini

Fascia destra, è tutta sua, da una porta all’altra. Da perfetto centometrista riesce a trovarsi ad ogni altezza del campo e rimane sempre smarcato per continue sviste della Svezia. Nel primo tempo soffre insieme a tutta la squadra, costretto nella nostra metá campo per contrastare i repetuti sfondamenti di Larsson.

Nel secondo tempo Conte cambia il gioco e Candreva diventa protagonista della conquista del campo. La palla finisce sempre ai suoi piedi e l’Italia rimane con il fiato sospeso ogni volta che sente il suo nome pronunciato da Zenga con caratteristico entusiasmo. Imprecisi i cross che sembrano non appartenergli, troppo alti da poter sfuggire a Isaksson o troppo lunghi da trovare la testata di Edèr.

Ma il suo contributo alla partita è determinante e riesce a compensare la difficile coordinazione in attacco, ben diversa dai movimenti fluidi e precisi contro il Belgio. All’88’ passiamo in vantaggio e Candreva vedendo deciso il risultato preferisce cercare la gloria piuttosto che il 2-0: al 90′ sfrutta il contropiede di una Svezia sconfitta moralmente per tentare invano un difficile tiro all’incrocio dei pali piuttosto che cercare uno Sturaro praticamente dentro la porta con un cross che solo lui sa fare.

Ai suoi tifosi non serve leggere il suo nome sotto il tabellino per capire chi è il migliore. Voto: 7.0 – Lass perd’

CANDREVA1

Marco Parolo
di Francesco Lisanti

Parafrasando Marco Parolo da Gallarate, «passare inosservati è ancora più bello». Di certo Parolo deve impegnarsi molto, dal momento che dopo due vittorie e centottanta minuti di gioco, nella percezione popolare non è ancora chiaro cosa faccia. Giaccherini porta con sé la narrativa del soldato al servizio di Conte, estroso eppure estremamente devoto, Éder ha sulle spalle il peso della doppia nazionalità, l’orgoglio oriundo di rappresentare l’Italia, Pellè e Zaza rientrano nel canone dell’attaccante pronto a tutto, del riscatto del Meridione, delle botte e delle bombe. Parolo non è nulla di tutto questo.

Al più gli si può rimediare un paragone con Tardelli, che però gli sta addosso come l’abito prestato dallo zio per il ballo di fine anno, e alla fine si ritorna lì, all’anti-divo, alla vita da mediano, alla provincia cronica. Come se la facilità con cui i suoi allenatori (Donadoni, Pioli, Conte) riescono a collocarlo in campo diventasse poi difficoltà al momento di giustificarne le scelte: perché Conte sostituisce tutti tranne lui?

l0crbtwzzwmpagc7s
Cose che fa Parolo: intercetta una linea di passaggio in campo aperto e l’Italia può ripartire dalla trequarti avversaria.

Ipotesi numero uno: corre più di tutti, primo con 12.57 km contro il Belgio, come già brillantemente segnalato da Alberto la settimana scorsa, secondo dietro il solo Giaccherini contro la Svezia, 11.88 km. Ipotesi numero due: è il miglior centrocampista italiano nel difendere in avanti, e lo si può apprezzare nell’azione qui sopra. L’Italia ha costantemente bisogno di spezzare il possesso avversario perché altrimenti tende a schiacciarsi troppo a protezione della propria area e a perdere metri, ritmo, pericolosità. Ipotesi numero tre: Conte è diventato sempre più estremo nelle scelte tattiche, e il suo castello crollerebbe senza due pretoriani in grado di reggere 12 chilometri ogni tre giorni e poi di rimanere lucidi nelle scelte.

La Juventus di Conte soffriva molto l’ampiezza del campo quando gli avversari sfuggivano al pressing e consolidavano il possesso, perché il 5-3-2 richiede una mole di lavoro insostenibile per i due interni di centrocampo. Adesso Conte li dirotta immediatamente sui due terzini avversari in fase di non-possesso, compito tendenzialmente affidato ai due esterni a tutta fascia (come si vede ad esempio nel Galles, altra squadra degli Europei a ricorrere alla difesa a cinque).

Giaccherini e Parolo devono salire in pressione e contemporaneamente chiudere ogni linea di passaggio verso il centro. Ne risulta la composizione di una linea a 4 con i due attaccanti contro i 4 difensori centrali. Nell’immagine qui sotto si può apprezzare Parolo dividersi perfettamente tra il terzino Olsson e Kallstrom alle sue spalle, come fa anche nell’azione riprodotta più in alto. Il principio di fondo è lo stesso che porta i due internii ad allargarsi agli estremi del campo in fase di possesso: svuotare il centro, tuffarcisi appena possibile.

w0R5QO9
Parolo in pressione su Olsson, terzino sinistro svedese, che si vede costretto a girarsi e ripartire dai difensori centrali.

Parolo ci si tuffa al minuto 82 ma trova solo la traversa, però è uno di quegli inserimenti senza palla che l’hanno reso Marco Parolo, ed è la più grande emozione della partita prima del gol di Éder, quella che probabilmente suona la carica. Ritorna poi al centro allo scadere, e al minuto 93 riesce a rispedire fuori dall’area di rigore il penultimo possesso svedese.

Attacco e difesa, fascia e centro, ritmi molto bassi e ritmi improvvisamente alti: Marco Parolo è tutto questo, e ci piacerebbe solo vederlo più aggressivo, vederlo uscire vincitore da più contrasti, vedergli usare meglio il fisico. Senza eccessi però, del resto non abbiamo nulla da insegnare a chi del passare inosservato ha fatto un’arte. Voto 6,5.

PAROLO

Daniele De Rossi
di Benedetto Lamacchia Acito

Una partita nel complesso deludente se consideriamo che la gabbia di Kallstrom e co. è una caricatura di quella di Witsel e Nainggolan messa in atto nella partita col Belgio. Il risultato delle sue mancate verticalizzazioni – che tanto avevano esaltato gli spazi creati dagli esterni larghissimi voluti da Conte nelle partite amichevoli- è un gioco lento e privo di brio, con la palla prigioniera del possesso prolungato e senza sbocchi dei tre difensori.

Bonucci è costretto più volte a forzare il lancio colossale visto col Belgio e la cosa ridimensiona il suo ego pericolosamente in espansione; Parolo abbandona spesso il fortunato asse con Candreva per atteggiarsi a regista, ma la traversa presa su inserimento rivela che il suo lavoro deve essere un altro. Tanto lavoro invece nella fase difensiva, frutto di un errato approccio complessivo della squadra alla partita che consegna il pallino del gioco in mano alla Svezia.

Ammonito e sostituito da Thiago Motta, che entra e subito infila un paio di passaggi dei quali quello su Candreva per poco non ci vale il 2 a 0. In attesa di capire se la prestazione sotto tono sia stata un intoppo nel meccanismo tattico o la conseguenza una interpretazione sbagliata del match dal parte di un nutrito gruppo dei Nostri, tra cui De Rossi, non ci resta che rifilargli un bel 6 politico.

DE ROSSI1

Alessandro Florenzi
di Nunzio P. Castano

La scena gli spogliatoi la immaginiamo così: Conte fa la formazione e gli manca uno dei due esterni (vista la prova non esaltante di Darmian); ci pensa un attimo e poi dice a Florenzi che oggi  giocava lui. Er Bello de nonna, che come dicono quelli bravi è un fac totum, risponde presente e giù a galoppare su tutta la fascia.

Nel primo tempo, in cui ci sono più ombre che luci, è uno dei pochi che sembra avere gamba e lo dimostra con un paio di tiri, uno di poco sul fondo e l’altro smorzato da un difensore svedese. Il secondo tempo continua il suo moto perpetuo, stavolta supportato anche dai compagni.

Dà freschezza e inventiva alla manovra azzurra, giocatore ideale per Conte. Voto 6,5.

FLORENZI1

Graziano Pellè
di Marcello De Bonis

Poco pericoloso. Non riesce a scardinare la difesa svedese, arrivando al tiro una sola volta e non centrando neanche lo specchio. Riceve pochi palloni utili, complice un De Rossi non all’altezza e un Parolo un po’ sottotono. Uniche scusanti una lussazione al mignolo della mano sinistra e un lieve infortunio al piede rimediati in allenamento due giorni prima.
Voto 4,5, la metà del suo numero di maglia, il 9 – GraziaNO Pellé.

PELLE1

Simone Zaza
di Gennaro Tortorelli

Entra con l’atteggiamento perfetto, voglioso, ma concentrato. Gioca con intelligenza tutti i palloni che gli arrivano (deliziandoci anche con un gran colpo di tacco), corre e poi va a far valere il suo strapotere atletico buttandosi su un pallone che sembrava perso e propiziando la rete di Éder. Basta, lo vogliamo vedere dall’inizio. Anto’, #mettazaza. Voto 8.

ZAZA1

Antonio Conte
di Gennaro Tortorelli

Pur associandomi al solito di redazione, va segnalato un particolare abbastanza rilevante. Quando all’87’ Chiellini va a conquistarsi con caparbietà una rimessa con le mani a centrocampo e si fa dare velocemente la palla, Conte non vuole che la giochi lunga, gli indica chiaramente di giocarla su Bonucci in sicurezza.

Il Chiello però ha la personalità per permettersi di disubbidire al suo condottiero, pochi secondi dopo sarà sommerso dall’abbraccio della panchina azzurra. Uno a zero per noi.

13493490_1385904374760218_1820307098_o«Te ora hai fatto gol, ma hai fatto una giocata contraria perché dovevi metterla subito a Salzano»

Non so bene se considerarlo un difetto quello di telecomandare ogni singolo movimento e ogni singola giocata della tua squadra, fatto sta che il CT azzurro non può davvero farne a meno. Lo sa bene Martín Cáceres, in un incontro di Champions contro il Real Madrid causò un gol di Ronaldo con un passaggio all’indietro che lui non avrebbe mai fatto e che gli fu insistentemente suggerito dal tecnico salentino, all’epoca allenatore della Juve.

Morale della favola, Conte è il vero fuoriclasse di questa Italia e i suoi capolavori tattici sono la speranza a cui aggrapparsi per sognare in grande. Tuttavia il rischio è di cadere in una rigidità sovietica con cui far applicare i principi di economia (di giuoco) pianificata del contismo, inibendo eccessivamente la libera impresa. Chiellini, dall’alto della sua laurea in economia, queste le sa e, menomale, su quella rimessa ha deciso di fare di testa sua.

CONTE

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...