Politix, Tecnocrazia

IL CENTRODESTRA ITALIANO FA CACARE

Quello che tutti pensano ma  nessuno dice davanti al cadavere di Forza Italia
di Benedetto Lamacchia Acito


Lo diremo subito e senza ghirigori retorici: il centrodestra italiano fa cacare.

Vedi Forza Italia nel 2016 e ti chiedi: cosa accadeva, quando il re si avviava verso i Campi Elisi, alla schiera di giullari e cortigiani che lo avevano allietato nel suo corso terreno? Ma soprattutto, parafrasando: cosa sarebbe lecito aspettarsi ora che Silvio Berlusconi ha già un piede nella Cesano Boscone della politica? Forza Italia ha applicato quello che potremmo definire il ‘metodo 90° minuto’, quando ad inizio anni 2000, alla morte di Tosatti, si preferì promuovere la valletta (democristianamente definita ‘co-conduttrice’) a Giorgio Tosatti piuttosto che sostituire il preparato commentatore con un altro giornalista di spessore – il solito colpo di classe cui mamma rai ci ha abituati, insomma. L’intuizione del secolo.

Santanchè, Mussolini, Gasparri, Gelmini, Giovanardi, i valletti e le vallette de Cav che ora giocano a fare i condottieri coi milioni di voti lasciati in eredità dal quasi de cuius politico. E quindi via di corsa a sputtanare la rivoluzione liberale se c’è da ingaggiare una sociàltenzone con Fedez, da gridare alla castrazione chimica, da stilare decaloghi su cosa è morale e immorale fare sotto le coperte. Ah no: Giovanardi se l’è caricato Alfano su quel suo ridicolo apecar agganciato al treno del Partito della Nazione di Renzi, bontà sua. Ad ogni modo, il golpe dei giullari è qui e i sonagli, che ci piaccia o no, risuonano imperiosi nelle vestigia del regno di Arcore.

In realtà la cosa non dovrebbe piacere affatto e in effetti non piace a nessuno, visto che in poco più di tre anni dalle ultime elezioni la nostra combriccola senza il Cav è passata dal 29% al 12% dei gradimenti. Un bel risultato, considerando che è Verdini quello tacciato, assieme ad Alfano, di voler aiutare la sinistra, da che pulpito! verrebbe da esclamare. Ma tant’è, a nessuno piacciono eppure sono sempre lì. E non si faccia spallucce con la fregnaccia del ‘questo ci passa il convento’: dove è stato segregato l’ex sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, desaparecido chissà perché proprio mentre iniziava a presidiare stabilmente gli amati-odiati salottini dei talk show? Stando a Wikipedia, oggi dovrebbe avere 37 anni, chi lo dovesse vedere ce lo comunichi anche in forma anonima. Che ne è stato di Giacomo Zucco e di tutto il movimento del Tea Party che voleva fare poltiglia del lurido leviatano statale che si mette in tasca più di quanto non lasci agli imprenditori e ai lavoratori di questo benedetto paese? Loro ci sono e lottano ancora, e siamo certi che da qualche parte lottino ancora anche Cattaneo e tutte le forze positive che il polo dei moderati riesce ad attrarre malgrado tutto, malgrado tutti.

Ma il centrodestra oggi non ha bisogno di sotterranei intrighi di palazzo o di dalemiane cospirazioni, né di sospiri da tifoso deluso della campagna acquisti, il centrodestra merita gente che faccia outing, che gridi a chiare lettere alla prima fila dal fondo della sala ‘mi fate cacare, nessuno vi vota perché nessuno vi ha mai scelti’, facendo finalmente cadere l’illusione che il re sia vestito quando è chiaro che così non è.

E anche questa insana posizione contro le primarie, che cosa patetica! Si abbia il coraggio di vedere a quali conseguenze ha portato la linea oltranzista: Roma era già vinta, e invece ora è irrimediabilmente persa. E dire che le stesse consultazioni à la Grillo fatte dalla Lega davano per preferito in delle eventualissime primarie di coalizione proprio Marchini, colui che alla fine sarebbe stato il candidato della sola Forza Italia (più liste civiche), in un perverso gioco a perdere cui ci stiamo tristemente abituando. Come se non fosse già abbastanza umiliante, la Meloni domenica sorpassa il carrozzone di Marchini e porta in dote la leadership indiscussa dello schieramento a Salvini. Mancherebbe solo una pernacchia o uno sberleffo qualsiasi in chiusura per dire: ecco, risorge dalle ceneri della Casa delle Libertà, come araba fenice, la commedia all’italiana.

Magari: piuttosto, sorge un blocco a trazione Lega, un mix esplosivo di felpe personalizzate e risse volutamente appiccate con rom e centri sociali per prove muscolari che un tempo si facevano con avversari un filino più rilevanti. Niente da aggiungere: ognuno si trova avversari alla propria altezza. E dire che ventidue anni or sono c’era quell’esaltante discorso sui figli e sul posto dove erano cresciuti, solo quindici anni fa si rispolverava il contratto sociale di Rousseau da Vespa come fosse la cosa più naturale del mondo, mettere per iscritto le promesse elettorali.
Su questo sogno si innestò Forza Italia e l’esperienza di Silvio Berlusconi: rendere l’Italia un paese fiscalmente, burocraticamente e giurisprudenzialmente (i processi infiniti, per intenderci) normale. Quel che resta sul tavolo è sotto gli occhi di tutti: un partito liberale senza liberali, un imprenditore arrivato per spazzare via il mondo dei politici di professione ma finito con l’esserne assorbito.

Il centrodestra fa cacare, il sovrano Silvio Berlusconi ha divorato come Crono tutti i suoi figli politici e lasciato le redini alla banda che vegetava nella sua ombra.
Non resta che un unico gesto possibile per riscattare la gloriosa storia del liberalismo italiano e salvare il Paese dalla morte per statalismo: sovvertire la monarchia senza più monarca che si trascina stanca nel Centrodestra.

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...