Ignorandum, Pagelle Ignoranti - Torneo Liceo Classico

Pagelle Ignoranti: Real Colizzati vs. Botafiga

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Le pagelle ignoranti sono il prodotto editoriale che il Salone del Libro ci invidia, il prodotto editoriale che consumiamo con la voracità con cui voialtri dite di consumare quei classici russi, il prodotto editoriale che perfettamente sposa lo spirito del Torneo Di Istituto™ e di cui le pagine di questo blog provano ad affermare la dignità letteraria.

Per fortuna abbiamo chi le scrive benissimo.

Seconda puntata: Real Colizzati vs. Botafiga di Gennaro Tortorelli

REAL COLIZZATI

Manuel Grieco
Sente molto la partita e per propiziarsi la vittoria sacrifica il povero Trabacca agli déi del calcio, non aveva calcolato però l’assenza del bomber Dentamaro che rende il match più combattuta del previsto.
La parata su Rivelli resterà negli annali del torneo d’istituto, un gesto tecnico che racchiude la reattività di Neuer e l’eleganza di Sicignano.
Da buon capitano cazzia i compagni squadra manco fossero ad Hell’s Kitchen.
GORDON RAMSEY – 7

Pippo Sambogna
All’interno della squadra gode della stessa considerazione di cui gode il suo omonimo Civati all’interno del PD. Schierato fuori ruolo, le sue finte a ritmo di samba sono coraggiose ma spesso rischiose e Grieco e Di Già le puniscono con cinghiate a ritmo di metal, piuttosto heavy.
DRIBBLOMANE – 5,5

Francesco Taratufolo
Inizia la partita con un maglione di pile che non avrebbe indossato neanche un nigeriano appena trasferitosi nel campionato islandese.
Suda 3 quarti di anima prima di accorgersi che è il caso di toglierselo. A quel punto è già scarico come Adriano quando chiude l’open bar. Tuttavia si rende utile con una prestazione lucida.
PILE(leggi páil) SCARICHE – 6

Alberto Martinelli
La partita l’ha già vinta prima ancora di entrare in campo, basta guardargli le scarpe, sporche di sangue di terzino di paese. In campo segna, recupera palloni e regala grandi giocate. Quanto a duttilità è il miglior giocatore del torneo, è contemporaneamente un mediano, un ala, un attaccante, un maniscalco e un becchino.
ECLETTICO – 7,5

Davide Olivieri
Arriva al giorno dell’esordio con la fama dell’enfant prodige e non tradisce le attese. Baricentro basso, classe cristallina, e fare minaccioso da narcotrafficante ceceno. Con qualche velina in più nel Palmares onorerebbe alla perfezione l’ultima parte del suo cognome. L’esultanza è stata particolarmente gradita dal sottoscritto e anche dal conte Lisanti, scommetto.
oliVIERI – 8

Michele Di Già
Quando vede caviglie e pallone correre insieme gli sale il Montero e sono cazzi. La fascia immonda con cui si presenta ha in realtà la cruciale funzione di ridurre il più possibile i traumi cranici derivati dalla sua media di trecentoventuno colpi di testa a partita. Gli serve inoltre a tenere uniti i pensieri e mantenere quel briciolo di razionalità che gli permette di non venir meno al giuramento di Ippocrate quando Rivelli si accascia al suolo.
PRIMARIO – 6,5


BOTAFIGA

Marco Riccardi
Che abbia l’ignoranza giusta si vede dall’atteggiamento dopo una parata, si esalta ingiuriando malamente la difesa e si gira verso la curva per prendersi la meritata gloria. Buoni riflessi e abilità sintattiche di un merluzzo in coma vegetativo.
PICCOLI SOVIERO CRESCONO – 7

Zeno Ferrari
Pendolino sulla destra corre lotta e ignora. Buone diagonali e qualche sgroppata. Martinelli gli mette il roofies nell’acqua per poterne approfittare (in campo come negli spogliatoi), ma il ragazzo è smaliziato e non cade nel tranello.
FURBETTO – 6,5

Domenico Moliterni
La sua personalità l’aveva già messa in mostra dietro una tastiera. La stessa disinvoltura la si vede in campo, consuma la corsia di sinistra a furia di percorrerla su e giù. A metà partita si ricorda di avere un appuntamento galante sotto casa Lamacchia e si assenta per un po’
PRESUNTUOSO – 6,5

Stefano Dall’Aglio
Alterna controlli facili sbagliati a chiusure di tacco al volo. Tatticamente intelligente risulta molto utile in copertura durante le ultime battute di gioco. Dopo un mese di lezioni della Valente ha fortemente sviluppato il senso dell’udito, sente gli avversari anche a venti metri e non perde la marcatura.
AMPLIFON – 7

Edmondo Marranzini
Il classico bomber belloccio, segna due gol che avrebbe segnato Maurizio Costanzo bendato, ma ha il merito di esserci. Lotta cercando di fare sponda per i compagni ma ha a che fare con un cliente scomodo. Il dott. Di Già prova più volte ad asportargli il tendine rotuleo e usarlo come corda per la sua chitarra, lui riesce a sfuggire.
MIRACOLATO – 7

Francesco Di Caro
«Con me Olivieri non tocca un pallone» aveva dichiarato prima del match. Finisce il primo tempo con giramenti di testa, nausea e labirintite. Si sospetta l’ebola e stacchiuccio lo chiude nello spogliatoio. Dimostrata la sua guarigione rientra in campo e chiude in crescendo la sua prestazione.
CAPARBIO, 6

Giuseppe Rivelli
Il più talentuoso della squadra, un misto di tecnica e ignoranza degna di mostri sacri del pallone come Ciaramitaro o Riccardone Zampagna. Ha l’unica pecca di essere un po’ anarchico, i suoi gol arrivano sempre da tiri da fuori e azioni personali, corre tantissimo e finisce con i crampi. Di Già ne approfitta per dar sfogo ad uno dei suoi innumerevoli feticismi.
RIVELINO – 7,5

 

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