Ignorandum, Pagelle Ignoranti - Torneo Liceo Classico

Pagelle Ignoranti: FIGA vs. Legal Ice

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Le pagelle ignoranti sono il prodotto editoriale che il Salone del Libro ci invidia, il prodotto editoriale che consumiamo con la voracità con cui voialtri dite di consumare quei classici russi, il prodotto editoriale che perfettamente sposa lo spirito del Torneo Di Istituto™ e di cui le pagine di questo blog provano ad affermare la dignità letteraria.

Per fortuna abbiamo chi le scrive benissimo.

Prima puntata: FIGA vs. Legal Ice di Franco Salvigni

LEGAL ICE

Donato Quarta
Il Manninger del sant’Annibale, quando chiamato in causa, fa sempre il suo dovere. Si oppone agli assalti di Laterza e soci, ma non può nulla sulla mortifera esasperata cannonata del Professore (e non parliamo, ahinoi, di Seedorf).
ANTONIO ROSATI – 6

Pasquale Lo Nigro
Partenza in sordina, purtroppo per lui le troppe serate a base di Tavernello e arroganza cominciano a farsi sentire. Ci delizia con un (probabilmente casuale) sombrero ai danni di Andrisani il quale, poco dopo, crolla rovinosamente al suolo forse proprio per lo stupore e la vergogna (ne parleremo più avanti). E’ mancato il gol, ma l’ignoranza è sacra e deve avere la precedenza.
ARTIGIANO – 6

Michele Taccardi
Provoca due infarti e un tentativo di rissa, poi sedato, deliziando il (foltissimo) pubblico con una serie di numeri. Comprende l’enorme pericolo che corre cercando di burlarsi di Laterza e decide di tornare a giocare come tutti sappiamo. Spietato, quasi sadico nel trafiggere il povero Mazzei dopo la sua disperata parata.
FENOMENO DA BARACCONE – 6,5

Donato Maragno
Il Bob Marley di Bottiglione torna ad aumentare notevolmente il tasso di ignoranza di questo torneo. Ha tutto quello che ci si aspetta da un giocatore designato a futuro punto di riferimento della sua squadra: scivoloni qua e là, scatarrata e sputo, puntine arroganti a due passi dalla porta. Il Dio del calcio gli ha negato, stranamente, la gioia della rete, ma siamo certi che prima o poi riuscirà a metterla dentro a suon di ciabattate casuali.
REDUCE – 6

Gaetano Moretti
Dopo le minacce e il bullismo assolutamente gratuiti del suo capitano, capisce che è arrivato il momento di prendere in mano la situazione: sgroppa sulla fascia alla Salihamidzic, ci mette tanta legna e quando proprio non ne può più si limita a tirare bombe da metà campo. Inutili i tentativi dei FIGA di catechizzarlo a modo loro. Decisamente il migliore in campo.
BUGGATO – 7

Costantino De Blasiis
Tenuto in panchina all’inizio come un leone in gabbia, appena può prova a dire la sua: in effetti manca 3 gol di fila, poi in un modo o nell’altro, grazie ai cartoni di LSD che scherzosamente Maragno gli aveva depositato nei pantaloncini. Si inventa un gol assurdo, mancando con un colpo (fallito) alla Tekken il pallone al volo e poi trovando, nella stessa occasione, un pallonetto contro ogni legge della fisica.
ESPERTO – 6,5

Enrico Vetrone
Il capitanissimo sembra carico: propositivo, cerca il dribbling, il gioco di sponda, si sistema anche in cabina di regia. Poi gli scarsi mezzi fornitigli da Maragno e Taccardi lo limitano fortemente e decide di passare al classico dei classici, la bomba dal limite dell’area. tanta sostanza in attacco, ma in difesa non ci tornerebbe nemmeno se ci trovasse una fornitura a vita di Merit.
BIG BOSS – 6,5


FIGA

Rocco Mazzei
Desolante. La buona volontà non gli manca, e nemmeno le potenzialità, come dimostra la terza maglia dorata della Juve, quando c’era ancora la New Holland: probabilmente il mortale mix Andrisani+Demetrio 13 ore a settimana lo avrà stordito e portato a una serie di interventi non propriamente rassicuranti. Non si perde comunque d’animo dopo il pesante passivo ma dopo il gol siglato da Taccardi riflette a lungo sul lasciare o meno il calcio giocato.
MATTEO GUARDALBEN – 4

Stefano Laterza
Il nostro miliziano preferito fornisce un’ottima prova di quello che significa avere la carogna di Nigel de Jong dentro: tanta corsa, coltellino nei calzettoni, spazzate alla Glik e il peso dell’esperienza quando bisogna fare a sportellate. A un certo punto il punteggio lo indispettisce e medita di registrare un videomessaggio assumendo come co-protagonista un passante qualunque.
BULLDOZER – 6

Deni Taso
Partita abbastanza anonima del Nostro, peccato perché il solito completino bianco e rosso sembrava promettere bene. Conclude la sua prestazione con soltanto un malleolo di ignota provenienza e l’occhio iniettato di sangue a fine partita.
MEZZOGIORNO E MEZZO DI FUOCO – 5

Nicola Olivieri
Dopo le poco esaltanti prestazioni in porta nella precedente uscita, decide galvanizzato di schierarsi in un tandem offensivo di tutto rispetto con il Maestro: ci mette tanta corsa, ma troppa poca carogna e, soprattutto, non lo abbiamo mai sentito imprecare. Degno comunque di nota l’eroico tentativo di saltare 3 uomini completamente da solo.
È FATTO COSI’, È UN CORAGGIOSO – 5,5

Stefano Miriello
Partita silenziosa ma non meno importante del cervello dei FIGA, non abbiamo visto le percussioni palla al piede alla Mark Bresciano nel pieno dell’ispirazione ma ricordiamo un colpo da biliardo per il palo-gol del momentaneo 1-1 e la solita veemenza alla Lichsteiner quando si tratta di protestare con il malcapitato arbitro Quarta Jr. per falli di ogni tipo.
SIMONE PEPE – 5,5

Michele Andrisani
Subito arpionato e costretto dall’avido Stacchiuccio a “pagare immediatamente”, sborsa con naturalezza infinita i 50 centesimi in più per le illuminazioni; e poi parte la corrida in campo. Nasconde il pallone agli avversari, improbabili giochi di gambe, poi l’inaspettato: nell’estremo, disperato tentativo di insaccare la sfera, la colpisce con troppa violenza e rovina al suolo restando immobile per qualche minuto. Cadde, insieme a lui, il silenzio nello sparuto pubblico. Poi, il miracolo: si rialza con estrema aplomb e, non contento, poco dopo trasforma con violenza inaudita un calcio di punizione e si abbandona a improperi d’ogni tipo contro divinità che dobbiamo ancora identificare.
ORLANDO FURIOSO – 5

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