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IL MATERA CHE SARÀ: PAOLO BAIOCCO

Baiocco

Le divisioni minori del campionato di calcio, sulla carta stampata come sul web, non godono di una trattazione esauriente. Questo spazio si propone di ovviare parzialmente, pubblicando a cadenza irregolare brevi ritratti di alcuni volti nuovi del Matera Calcio che il 31 Agosto, a distanza di vent’anni, torna ad affacciarsi sulla terza serie nazionale. Per capire chi saremo.
di Francesco Lisanti

Nel maggio del duemiladodici, senza che ce ne accorgessimo troppo, il Siracusa di Mancosu e Fofana è stato vicino alla Serie B. In panchina c’era Andrea Sottil, negli anni Novanta colonna dell’Udinese. In porta c’era Paolo Baiocco, romano classe millenovecentoottantanove, che il 17 Luglio di quest’anno ha firmato per il Matera Calcio.

Il sito della società l’ha presentato così, il forte portiere.

SIRACUSA

Nel maggio del duemiladodici il Siracusa è primo al termine della stagione regolare, ovvero terzo al netto dei 5 punti di penalizzazione per il mancato pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Enpals. Leghe inferiori, Suditalia, cose che succedono (sempre).
La difesa è composta da Moi, Ignoffo e Fernández, poi capitano, poi dirigente a Matera. «Abbiamo tre centrali fortissimi, bravi di testa e sugli interventi e, con loro in campo, passano pochi palloni. Le parate, poi, sono una conseguenza», risponde Baiocco quando gli chiedono dei pochi gol subiti.
Il 4 Marzo il Siracusa gioca il derby in casa del Trapani, primo in classifica, reduce da nove vittorie consecutive. Vince il Siracusa uno a due.
In una partita arbitrata malissimo (qui trovate un’orrendo montaggio di Sportitalia), Baiocco risulta il migliore in campo, e para un rigore al secondo minuto. Di un derby in casa del Trapani, primo in classifica, reduce da nove vittorie consecutive.

Un altro rigore molto importante lo para nella gara di andata della semifinale playoff contro il Lanciano (lo trovate qui al minuto 3:08), sul punteggio di 1-0, sempre tuffandosi alla sua destra. «Parare quel rigore m’ha dato una carica pazzesca», dice, e in effetti abbozza un salto cogliendo l’aria col pugno. Glielo si vede fare raramente. Al minuto 1:29 dello stesso video, lo si vede volare sulla sua sinistra per deviare una splendida di Mammarella. Il gesto tecnico è notevole, la dinamica è crudele.

Al ritorno il Siracusa ha sostanzialmente bisogno di vincere, e stavolta si gioca in casa.
Qui Fernández gioca una partita monstre. Segna un gol, ne segna un altro e glielo annullano, si procura un rigore, che Fofana trasforma e quindi è 2-1. Al minuto sessantatré (cioè il minuto 3:40 in questo video), Mammarella si avvia a battere un altro calcio di punizione.
«Sapevamo che lui tira tutte le punizioni così, ma in quel momento non ho pensato di fare prima un passo verso sinistra per paura che calciasse sul mio palo. Se avessi anticipato il movimento, avrei certamente parato quella punizione e probabilmente adesso saremmo in B. Rimpianto è riduttivo.»
Baiocco è ingeneroso con se stesso (e anche eccessivo nella ricostruzione del what if), ma effettivamente parte tanto in ritardo. Visto in un video sgranato su Youtube, non sembra un intervento impossibile. Finisce così, 2-2 (e Fernández potrebbe ancora segnare il gol vittoria).

Ad ogni modo, sarà il Tribunale Amministrativo, più che la punizione di Mammarella, a condannare il Siracusa, che a fine stagione scomparirà dal calcio professionistico.

REGGINA

A questo punto della sua carriera Baiocco ha ventitré anni e diversi estimatori nelle leghe principali. «Un’offerta del Catania sarebbe gratificante, è il sogno di ogni calciatore arrivare alla serie.
Finisce invece a Reggio Calabria
, in Serie B, dove gli garantiscono un posto da titolare.
«Avevo voglia di restare al Sud perché in Sicilia mi sono trovato benissimo. Di Reggio Calabria so che è una piazza importante. Sono consapevole che può sembrare la solita frase da nuovo arrivato, ma lo penso davvero», mi è sembrata una frase molto bella.

Le cose non vanno benissimo. Esordisce a Empoli, dopo dieci minuti piove in area un cross senza pretese, lui abbozza l’uscita. Al momento di raccogliere la palla tende le braccia in modo strano, come fosse al volante, se la lascia sfuggire, quindi travolge inesorabilmente l’attaccante avversario. Rigore. Vantaggio Empoli. (Qui a 00:32).
Alla fine con la maglia amaranto gioca 40 partite, in una stagione non facile. Potrebbe giocare gli ottavi di Coppa Italia al Meazza contro il Milan, lui dice che sarebbe bello, ma Dionigi manda in campo il secondo, Facchin, che in questa partita passerà alla storia come unico portiere in Italia ad aver subito un gol da M’Baye Niang.

«Portiere discreto, non un fenomeno, ma ha dato un buon contributo. Di lui non ricordo papere clamorose ma tante imprecisioni e letture sballate. Scarso nelle uscite, soprattutto scarsissima personalità, dote che i portieri dovrebbero sempre avere. In lui c’era molta insicurezza. Per la Lega Pro è sicuramente un buon portiere.»
Ho raccolto in una frase il parere testuale di diversi tifosi reggini che mi hanno aiutato nel tracciarne un profilo.
C’è un immagine che però tutti, nel parlare di Paolo Baiocco, non hanno potuto esimersi dal citare.

Il 18 Maggio 2013 la Reggina è in trasferta a Vicenza, ultima giornata del campionato cadetto, importante per la salvezza.«Una finale, con due risultati su tre per i calabresi», dice la voce in cronaca di questo video.
Al minuto novantadue, sul risultato di 0-0, una sponda di testa prolunga un pallone spiovente nell’area della Reggina, un difensore svirgola goffamente, Matteo Gentili del Vicenza si ritrova solo al centro dell’area con il pallone sui piedi. Non fa in tempo a calciare, Baiocco gli è già addosso, para con i piedi, salva la Reggina.
Trovate tutto questo al minuto 3:21. L’ultima immagine è un mucchio di giocatori della Reggina che salta su Baiocco, stremato a terra.

BENEVENTO

Nonostante il finale esaltante, la dirigenza della Reggina lo mette alla porta. Contestualmente il Benevento deve sostituire Ghigo Gori, il portiere titolare infortunato, e in virtù dei buoni rapporti tra i presidenti Foti e Vigorito, Paolo finisce in terra sannita, in prestito.

L’inizio è confortante, sia per lui che per la squadra (in questa grandiosa vittoria contro il Lecce è uno dei migliori). Poi Gori ritorna dall’infortunio, lui si accomoda in panchina.
Il 31 Gennaio, clamorosamente, Gori firma con la Salernitana, e Baiocco si ritrova nuovamente titolare del Benevento, in piena corsa promozione. Il suo finale di stagione è qualcosa di onestamente incomprensibile.

Alla trentaquattresima giornata, l’ultima, il Benevento è ospite del Prato che ormai è senza alcuna ambizione. Al minuto 2:09 un calcio d’angolo viene battuto direttamente nell’area piccola, lui inspiegabilmente rimane schiacciato sul secondo palo, ne esce un gol semplicissimo. A 2:34 c’è un altro calcio d’angolo del Prato (battuto male). Quando sembra in grado di controllarla, la schiaffeggia verso il basso, il pallone gli passa sotto le gambe, e fortunatamente non c’è nessuno pronto a intervenire. A 3:15 c’è un altro cross senza pretese che lui legge malissimo, sollevandosi con un braccio solo senza però tentare la respinta. La palla rimane lì, il Prato pareggia, il Benevento scivola di una posizione nella griglia playoff.
(Dal video si capisce bene anche quanto sia dominante per la categoria Evacuo, e qui verserei una lacrimuccia collettiva per il suo trasferimento a Novara.)

Si va ai playoff, comunque. Nei quarti c’è il Catanzaro (qui il video). A 00:30, un’altra lettura imperfetta su calcio d’angolo consente a Germinale di raccogliere un pallone e rilanciarlo spiovente in area. Non riesco a capire quanto sia un errore di posizione, quanto sia beffarda la traiettoria, quanto sia sbagliato il tentativo di intervento in salto, che vede il pallone scavalcarlo e depositarsi innocuo in porta. Vincerà tuttavia il Benevento, 1-2, in semifinale c’è il Lecce.

All’andata finisce in pareggio, al ritorno bisogna sostanzialmente vincere, come nel 2012 contro il Lanciano.
A 00:45 si vede il Benevento perdere un pallone scriteriato nella propria trequarti, poi lo riconquista e lo riperde (altrettanto scriteriatamente), poi si vede una giocata meravigliosa di Miccoli che manda Ferreira Pinto alla conclusione da posizione defilata, con poco specchio si suol dire.
Baiocco sembra pronto all’intervento, del resto era l’unico tiro possibile, ma cade in ritardo, male con il corpo, la palla gli sfila sotto la mano. Vantaggio Lecce, che conquisterà facilmente la finale.

CONCLUSIONI

Con queste premesse, il 17 Luglio, il forte portiere Baiocco firma per il Matera Calcio, e vola ad Alfedena in ritiro.
Certamente il buon rapporto con Fernández, certamente la voglia di riscatto. Se vi piace credere agli aspetti extra, allora qualche motivo per segnarvi il suo nome sul taccuino e ben sperare ce l’avete. Ad esempio questa storia della scarsissima personalità, che onestamente a me non pare, sentendolo parlare, ma si sa che nel calcio chiunque riesca ad esprimersi fluentemente nella propria lingua madre, la personalità può avercela scarsissima, o può avercela fortissima, e in entrambi i casi ci puzza sempre un po’.

Per questo motivo, per tutti i motivi, benvenuto Paolo.

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credits

Ringrazio per la collaborazione e per la disponibilità:

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2 thoughts on “IL MATERA CHE SARÀ: PAOLO BAIOCCO

  1. Valentina ha detto:

    Ciao, sono una tifosa della reggina.

    Volevo solo fare una precisazione: non credo che Baiocco abbia una scarsissima personalità, ma semplicemente nella media. Se tutta la squadra quando scende in campo pare vada a raccoglier farfalle, ecco, non aspettatevi che sia lui a rimetterli in riga, e anzi se l’atmosfera è particolarmente brutta (cattivi risultati, cattive prestazioni di tutta la squadra, sfortuna ecc) il sua percentuale di errori a partita potrebbe aumentare. Trovo comunque difficile valutare un portiere che ha passato una sola cattiva stagione, a Reggio, avendo davanti a se una difesa colabrodo.

    Sui requisiti tecnici non so esprimermi, non sono un’esperta 🙂

    Saluti, e complimenti per il blog, molto pulito ed elegante

    • Ciao, grazie della precisazione. Mi sono limitato a riproporre fedelmente commenti altrui, ma sono certo che la sua analisi sia la più ragionevole. Il contesto ambientale e la personalità si influenzano a vicenda, ed è sempre difficile tracciare una linea di confine. Se le cose funzionano, è più facile che il calciatore funzioni, va da sé. Questo ce lo auguriamo tutti.

      Ringrazio anche per i complimenti a margine, molto apprezzati.

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